Esperienze vissute



Imbarco Amore mio - Davide Arrighi

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Imbarco Pogoria - Giorgio Musetti

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The Tall Ships Races 2014, avventura tra mare e nazioni



Il giorno 4 luglio 2014, si parte. Direzione Harlingen. Aeroporto di Amsterdam. Immenso. Usciamo, prendiamo un taxi, e dopo varie peripezie arriviamo ad Harlingen. Paesino sulla costa olandese, con casette basse in pietra, bici, e olandesi cordiali.
Navi a vela ovunque, di qualsiasi ordine grado e grandezza, troppo bello per essere vero. Un palco montato su una banchina, tra due gru, su cui si alternavano band ad un ritmo costante. Troviamo la nostra nave, la SØrlandet, lunga 64 m, bianca, 3 alberi, battente bandiera norvegese. Veniamo accolti dalla prima ufficiale, una persona fantastica e disponibile. Ci mostra la nave, e dove dormiremo. Siamo stupiti dalla bellezza di questa nave tenuta in maniera maniacale. Passiamo la sera in giro per il paese, assaporando la civiltà e la bellezza di quel paese. Torniamo a bordo felici e pronti per intraprendere la navigazione. Il mattino seguente sveglia alle 7.30, mi guardo in giro…siamo 34 training di età compresa tra i 16 e i 40-50 anni, di nazionalità diverse, per esattezza 13 nazionalità diverse. Saliamo sul ponte, ci disponiamo a forma di quadrato, insieme a tutti i membri dell'equipaggio, che a turno si presentano dicendo il loro nome, da dove vengono e il loro grado a bordo. Si presenta il comandante, giovane sulla quarantina, orecchino tondo dorato all'orecchio destro, tipo pirati dei caraibi. Si respira entusiasmo, allegria, e voglia di vincere la gara. Ci danno informazioni in merito agli orari della giornata, alla sicurezza e chi far riferimento a seconda dei casi. Ci dividono in watchkeeping, ovvero in gruppi di guardia. Eravamo tre gruppi, e ogni gruppo al giorno effettuava 8 ore di guardia. La nostra guardia andava dalle 08.00 alle 12.00 e dalle 20.00 a 00.00. praticamente c'era sempre qualcuno sveglio. Verso le due molliamo gli ormeggi e iniziamo ad uscire dal porto, da il via una nave militare norvegese con tre colpi di cannone.
Vedere trenta, quaranta navi uscire tutte dallo stesso porto, nello stesso momento, alla stessa ora è un qualcosa di molto emozionante. In prima battuta per raggiungere la linea di partenza procediamo a motore con una velocità media di quattro nodi.
Raggiungiamo la nostra posizione e iniziamo ad issare le vele, quando eravamo in manovra le guardie sparivano, perché c'era bisogno dell'aiuto di tutti sul ponte. La linea di partenza era contrassegnata da due navi militari poste sulla stessa linea. Il via come al solito viene dato da colpi di cannone, il rumore di quei colpi ti attraversava la schiena dandoti un brivido unico, caricandoti al massimo. Finita la manovra, si ritorna alla normalità dopo il caos, ma un caos organizzato, studiato, con ragionamenti anche complessi. Durante il nostro primo turno di guardia ci vengono spiegati i ruoli che andremo a coprire a bordo, ovvero si passava da fare l'uomo della safety, (ovvero i giri di ronda a bordo per prevenire incendi) a fare la vedetta a prua, oppure stare al timone. Al timone c'erano sempre due persone, una timonava e l'atra stava in stand-by in caso di necessità, il resto del gruppo rimaneva sul main deck (ponte principale) per svolgere altre attività come cazzare le vele, pulire e altro. Uno dei momenti, più impegnativi e formanti dal punto di visto personale è stato quando di notte ci siamo trovati con mare forza 6 e pioggia battente, nave sbandata a dritta per via delle vele, con una velocità di sette nodi. Se qualcuno fosse caduto in mare sarebbe stato molto difficile ritrovarlo. E nonostante tutto questo, dovevi continuare a svolgere il tuo compito, con il freddo, senza sensibilità nelle mani, con le scarpe piene d'acqua, con il solo pensiero di tornare a casa, o di andare sotto coperta a dormire. In quei momenti guardi continuamente l'orologio per vedere tra quanto finirà quello strazio, e desideri solo che il beccheggio e il rollio si plachino. Ma il giorno dopo, quando tutto è finito, e sei sveglio nel tuo letto, ancora un po' bagnato, ti fermi a pensare alla notte appena trascorsa, l'unica cosa che ti viene in mente è: "Fantastico, rifacciamolo". Dal punto di vista umano a bordo abbiamo trovato persone fantastiche, semplici, disponibili, aperte, cordiali, amichevoli, generose, e con tanti altri aggettivi tutti positivi.
Personalmente posso dire di avere amici e contatti in un po' tutto il mondo. È davvero costruttivo parlare (in inglese) con persone provenienti da parti diverse del mondo e ascoltare punti di vista differenti, modi di vivere diversi. Sono dell'idea che se si vuole conoscere un paese, basta stare su una nave per un periodo con alcune persone di quel paese e viverle a pieno. Stesso discorso vale per l'equipaggio. Tutti pronti a rispondere alle tue domande, anche le più insensate, in qualsiasi momento del giorno. A partire dal comandante, che spero di rincontrare in tutta la mia vita. L'unico peccato è stato non poter assistere all'entrata della nave nel porto di Fredrikstad e partecipare ai festeggiamenti insieme agli altri membri dell'equipaggio, per via dell'aereo che ci attendeva all'aeroporto di Oslo. A fine di questa fantastica esperienza, torno a casa soddisfatto di questa esperienza, felice di averla vissuto assieme a gente bellissima, e speranzoso di tornare un giorno, e chissà rivivere questa avventura ancora più intensamente. Ringrazio infinitamente il Sultano dell'Oman per avermi dato questa opportunità, senza il suo aiuto questo sogno non sarebbe stato possibile realizzarlo. Ringrazio l'istituto Euclide, la preside, nostra vicepreside, la prof. Satalino, il coordinatore delle attività in Italia, il paziente e sempre disponibile prof. De giglio, e i docenti tutti. Ringrazio l'equipaggio della SØrlandet, per avermi sopportato durante questi giorni, ringrazio i miei genitori. Spero che in un futuro quest'avventura si possa riproporre ad altri ragazzi, così da fargli vivere i meravigliosi momenti da me già vissuti. Ancora un grazie immenso a tutti.

MICHELE FIORE I.T.T.L. "F. Caracciolo" – Bari -

Una settimana da Marinaio

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Indomabile Pensiero

Mi chiamo Marzio, ho 17 anni e quest'estate ho avuto l'opportunità di navigare a bordo dell'Indomabile Pensiero, una barca a vela di 20 metri (Grand Soleil 65') dello Yacht Club Italiano. A bordo abbiamo seguito la regata delle vele d'epoca di Imperia, dal 9 al 14 settembre, una delle manifestazioni velistiche più belle d'Italia.
Non so come descrivere le emozioni, i pensieri e le sensazioni che ho provato durante questa esperienza, sono state talmente profonde, entusiasmanti e gratificanti che non trovo parole per raccontarle. Mi sono sentito libero, tranquillo e rilassato, ho lavorato insieme ai miei compagni per la barca e ho assaporato la vita di mare.
Una vita ricca di fatica ma gratificante, dove si lavora tutti insieme con lo stesso scopo, quello di navigare.
Devo ringraziare soprattutto lo skipper, che con il suo carisma ha creato un ambiente piacevole e rilassato, dove oltre a lavorare ci siamo anche divertiti, ci siamo conosciuti e ci siamo sentiti una famiglia unita. Ho imparato l'arte della vela, e ho capito che questo è quello che vorrei fare da grande.
Grazie a tutti quelli che hanno permesso la riuscita di questo imbarco, grazie a tutto l'equipaggio dell'Indomabile pensiero e grazie ancora allo skipper che ci ha guidato durante questo imbarco e mi ha permesso di realizzare un sogno cullato sin da bambino. Grazie! Grazie! Grazie!

Marzio Marcellino
Nautico "San Giorgio" Genova

Falmouth-Royal Greenwich Tall Ships Regatta 2014

L'Istituto "Nautico San Giorgio" di Genova e Camogli , assegnandomi la Borsa di studio messa a disposizione dalla Sail Training Association-Italia (STA-I) , e da "The Sultanate of Oman Bursary scheme ", mi ha permesso di partecipare come allievo dal 28 Agosto al 5 Settembre alla prestigiosa : " Falmouth Tall Ships Regatta 2014 " , nel Regno Unito.
Una gara storica dato che per la prima volta la regata si svolgeva tra due porti britannici.
Questa incredibile avventura è cominciata con una " allegra sfilata " a Falmouth di tutti gli equipaggi delle imbarcazioni " le Tall Ships " presenti alla regata , in una festosa e coinvolta cornice di pubblico, e si è conclusa la sera prima della partenza con fuochi di artificio che hanno reso questo porto con tutte le imbarcazioni a vela , se possibile , ancora più suggestivo.
Io ero imbarcato sul Veliero Olandese "Gulden Leeuw " , uno splendido veliero di 70 metri , con tre alberi e una superficie velica di 1200 m² , costruito nel 1937.
Imbarcato sul veliero Gulden Leeuw ero insieme a cinquanta altri ragazzi , di svariate nazionalità , ma io ero l'unico Italiano.
Siamo partiti insieme ad altri circa 50 magnifici giganti del mare da Falmouth Docks , in Cornovaglia al cospetto di decine di migliaia di spettatori e al seguito di centinaia di imbarcazioni . Un'atmosfera difficile da descrivere che mi ha lasciato un ricordo indelebile della Cornovaglia.
La vita a bordo con ragazzi e ragazze coetanei , per la maggior parte Inglesi , che si vedevano per la prima volta è stata inizialmente impegnativa anche per i problemi di lingua , ma lo spirito positivo di tutti i ragazzi e ragazze coinvolti e del Comandante del Veliero Olandese e del personale di bordo ha permesso di superare tutti gli ostacoli che giornalmente si andavano a presentare.
La competizione della regata non andava ad influenzare lo spirito di amicizia che si andava a creare giorno dopo giorno tra i ragazzi . La colazione , il pranzo la cena mettevano in risalto le differenze tra le varie nazionalità , ma bisognava adattarsi , anche questa era una prova con la quale cimentarsi , insieme alle sessioni di guardia e ad issare le vele , a studiare la rotta.
Tra i miei ricordi personali più belli , c'è sicuramente aver visto Greenwich dalla sommità dell'albero maestro.
Il tempo è volato e arrivati a Greenwich sono iniziati nuovamente i festeggiamenti per tutte le Tall Ships che partecipavano alla regata.
E' da ammirare lo spirito con il quale tutti gli equipaggi partecipano a questi eventi , fa riflettere su come sia radicata nella loro storia la vita con il mare , il vento , la vela , ed il rispetto che portano per queste tradizioni. Nel mio piccolo posso dire che alla : " Falmouth Tall Ships Regatta 2014 " , "c'ero anch'io " , è stata un'esperienza fantastica che auguro a tutti i ragazzi , che hanno questa passione per il mare , di poter vivere . Ringrazio il Sultano dell'Oman per avermi permesso di partecipare a questo memorabile evento. Ringrazio inoltre la Sail Training Association-Italia (STA-I) , e l'Istituto "Nautico San Giorgio" per tutta la collaborazione fornita.

Paolo Parodi

Turnasi

Breve ma intensa navigazione tra Sanremo e Villefranche con il Turnasi ed il suo equipaggio, Andrea Donadello, Andrea Boldrini e Gianni Manuguerra. 22 miglia percorse in andata con venti leggeri e contrari, quindi anche a motore e, nel ritorno a Sanremo, con vento inizialmente forza 5 poi in calo ma sempre portante ed onda tra 1,5 e 2 metri da SW. Visita alla splendida cittadina, la sua Fortezza, l'antico Porto e la magica Cappella Dei Pescatori affrescata da J. Cocteau.
Buona prestazione dei ragazzi, già esperti con precedenti esperienze nautico - veliche.

G. MANUGUERRA

Riflessioni dell'esperienza di navigazione di Simone Franzoni



Sono un ragazzo di 17 anni, mi chiamo Simone Franzoni e frequento l'Istituto Nautico di Savona, in Liguria. Ho appena terminato il terzo anno di scuola superiore e in estate ho avuto l'opportunità di imbarcarmi su Gulden Leeuw , un veliero di 70 metri con il quale ho effettuato la tratta da Harlingen a Bergen, tra le coste dell'Olanda e della Norvegia. Sono partito il 05/07/2014 dal porto di Harlingen e sono sbarcato il 25/07/2014 a Bergen. Il veliero era immenso e maestoso, in legno, con 13 vele di cui 7 si possono aprire con il vento a favore e le altre 6 sono in caso di necessità con vento molto forte. Appena salito a bordo sono entrato in un grandissimo salone che ci avrebbe ospitato per i pranzi e le cene; successivamente l'equipaggio ci ha condotto nelle stanze dove avremmo dormito. L'equipaggio e gli altri ragazzi che come me partecipavano a questo imbarco erano affabili e di carattere aperto. Inizialmente ho avuto un po' di timore perché ragazzi italiani come me ce ne erano pochi: solo un altro. Il timore di non comprendere del tutto la lingua inglese mi preoccupava non poco; con il trascorrere di giorni, mi sono reso conto che i miei timori erano infondati perché riuscivo a capire abbastanza agevolmente quanto veniva detto. Una volta iniziata la navigazione vera e propria ho svolto le mansioni che mi venivano affidate: spiegare le vele, preparare il pranzo e la cena, aiutare a virare , timonare e tracciare la rotta sulla carta nautica. Il lavoro era suddiviso in turni che coprivano circa otto ore della giornata. È stata un'esperienza dura ed impegnativa perché si trattava di turni piuttosto gravosi e perché ho sempre cercato di apprendere il più possibile. Nonostante il fatto che durante l'anno io studi non è stato difficile adeguarmi alla vita di bordo: ho deciso di frequentare l'istituto nautico perché ho intenzione di intraprendere il mestiere di marinaio, e in un futuro diventare capitano di una nave mercantile. La gestione del lavoro a turni mi è piaciuta molto perché mi ha permesso di famigliarizzare con il resto dell'equipaggio e mi ha permesso di svolgere più mansioni che mi hanno fatto rendere conto di quanto sia il lavoro da svolgere per il buon andamento della navigazione. Per quanto abbia poche esperienze lavorative sono convinto che navigare sia un lavoro moto impegnativo, che richiede attenzione e puntualità e anche faticoso dal punto di vita fisico. Le settimane di navigazione sono trascorse in fretta e tutto sommato meglio di quanto potessi immaginare: ho trovato dei nuovi amici con i quali spero tenermi in contatto, ho conosciuto posti nuovi e ho potuto affrontare un'esperienza di navigazione abbastanza lunga e lontano da casa che mi ha convinto ulteriormente che la strada che ho intrapreso è quella giusta.
Non tutti i momenti sono stati positivi, soprattutto all'inizio della navigazione quando il mare forza otto mi ha causato qualche problema, fortunatamente superato nel giro di poco. Ho chiaramente sentito la nostalgia di casa ma tutto sommato meno di quanto pensassi perché l'impegno e la novità di questo imbarco mi hanno conquistato al tal punto da non rendermi conto del tempo che passava.
Spero di avere l'opportunità, durante i prossimi due anni di scuola di ripetere un'esperienza simile, prima di intraprendere il mestiere che sogno.

Simone Franzoni

DIARIO DI BORDO "AMORE MIO" 17/05/14-18/05/14.



Il 17/05/15 mi sono imbarcato con Raiti e Morelli sull'Amore Mio,una goletta del 1958 di 11.20 metri battente bandiera Italiana. È stata la mia prima volta sull'Amore Mio e devo dire che c'è stata molta differenza rispetto all'imbarco sul Pogoria.

17/05/15
Alle 9:20 con Raiti e Morelli ci siamo ritrovati allo yacht club di Genova per l'imbarco. Alle 9:30 è arrivato il comandante Tirelli ,l'ammiraglio Gallo e ci siamo presentati, alle 9:34 abbiamo preso i bagagli, le provviste e siamo saliti a bordo. Arrivati a bordo il comandante ci ha fatto posare le provviste e i bagagli sottocoperta. Dopo aver riordinato le nostre cose siamo andati in coperta e il comandante e l'ammiraglio ci hanno illustrato come spiegare ed ammainare tutte le vele. Alle 10:48 , dopo il disormeggio siamo partiti diretti a Chiavari. Subito dopo aver lasciato il porto di Genova con l'aiuto del comandante abbiamo issato le vele. Dopo aver issato le vele ci hanno chiesto se volevamo stare al timone, noi abbiamo accettato e abbiamo fatto turni di 30 minuti a testa. Alle 17:20 siamo arrivati a Chiavari, abbiamo ormeggiato e siamo scesi. Alle 18:45 ci siamo ritrovati con il nostro equipaggio e quello delle altre barche in un bar per l'aperitivo. Alle 21:30 abbiamo cenato e alle 22:30 siamo di nuovo usciti. Alle 01:00 siamo tornati a bordo e abbiamo preparato le brande per la notte, abbiamo alzato la passerella e allontanato di qualche metro la barca dalla banchina, dopodiché siamo andati a dormire.
18/05/14 Alle ore 8 ci siamo svegliati, abbiamo sistemato le brande e abbiamo preparato la colazione. Alle 10:30 ci siamo disormeggiati e siamo partiti alla volta di Genova. Appena usciti dal porto abbiamo issato le vele ( randa, trinchetta,trinchettina, fiocco e controfiocco), dopo andavamo a una velocità di 6.4 nodi. Dopo aver issato le vele abbiamo fatto i turni al timone, ogni turno di 1 ora. Alle 16:10 abbiamo rivolto la prua controvento e abbiamo ammainato tutte le vele, alle 16:40 siamo entrati nel porto di Genova, abbiamo ormeggiato e abbiamo messo i "vestiti" alle vele, abbiamo messo in chiaro alcune cime per riordinare la barca. Alle 17 il comandante ci ha consegnato i nostri libretti con le valutazioni e siamo sbarcati. La mia esperienza a bordo dell'Amore mio è stata bellissima, è stata più coinvolgente rispetto a quella precedente sul Pogoria, ho imparato la "navigazione a vela" e ho imparato i nomi delle vele, è stato inizialmente difficile imparare come ammainare e come issare le vele, ma dopo un po' ho capito, ho imparato e non ci sono stati problemi.

Arrighi Davide Fabrizio, 2°A istituto Tecnico-Tecnologico nautico Michele Fiorillo Marina di Carrara.

Imbarco sul Raireva del 18-19 maggio 2014


di Alessandro Bozzi classe 5° T.M.

Il 18 maggio 2014, grazie ad un progetto che il nostro istituto ha realizzato con la STA Italia, ho avuto la possibilità di effettuare un imbarco formativo di due giorni su alcune barche messe a disposizione dai soci dello Yacht Club di Genova. Siamo partiti io e altri compagni di scuola ritrovandoci tutti alle 9.00 al porticciolo Duca degli Abruzzi di Genova, sede dello yacht club. Qui siamo stati smistati a gruppi di 4-5 sulle tre imbarcazioni che partecipavano all'escursione: l'Amore mio, l'Out of the blue e il Raireva.
Io sono stato designato sul Raireva insieme a due mie compagne di scuola, Gaia ed Elettra, e a due ragazzi del nautico di Savona, Federico e Riccardo. Ad accompagnarci e ad istruirci c'erano lo skipper nonché armatore del Raireva Matteo Picchio di Milano e l'ex allievo STAI, ormai diventato istruttore, Nicola Mazzucato di Padova. Proprio i nostri due istruttori ci hanno accompagnato al porto turistico di Sestri Ponente dove era ormeggiata la barca e dopo aver posato i bagagli abbiamo subito iniziato le procedure di partenza.
Il Raireva ("nuvola solitaria" in polinesiano) è un elegante ketch di 14 metri di lunghezza e 2 di larghezza con un pescaggio di 2,5 metri e un dislocamento di circa 20 tonnellate. Costruito nel 1972 nei cantieri di Trieste su progetto dell'architetto navale Carlo Sciarrelli, ha uno scafo in acciaio a poppa ellittica di colore nero ed il ponte di coperta rivestito con fasciame in legno di ebano. Così come i cavi che costituiscono le sartie e i parapetti, l'albero di maestra e di mezzana sono anch'essi di acciaio, attrezzati con tre vele (la randa di maestra, di mezzana ed il fiocco) di materiale sintetico e di colore granata. Dispone inoltre di un motore diesel ausiliario di 40 kW di potenza. Il timone può essere manovrato sia direttamente dal pozzetto di poppa tramite la barra, sia sottocoperta tramite una ruota a trasmissione meccanico-idraulica.
Lo spazio interno è suddiviso in tre ambienti: tramite un portello si raggiunge la tuga dove si trovano la ruota del timone e tutti gli strumenti di bordo come il sistema di pilota automatico, il radar e il GPS posti presso la postazione di carteggio; scendendo ancora si trova la vera e propria zona abitabile della barca che consiste in una sala da pranzo con un angolo cottura ed il bagno per finire verso prua con la cabina del comandante. Tutti gli ambienti sono illuminati da boccaporti di vetro temperato posti lungo l'asse dello scafo. La tratta che dovevamo percorrere era da Genova a Chiavari e ritorno per un totale di circa 50 miglia, tenuto conto che dovendo noi partire da Sestri allungavamo il percorso di circa sei miglia rispetto agli altri che partivano da Genova.
Alle 10.00 circa, al momento di salpare, Matteo e Nicola ci hanno insegnato a mollare le cime di ormeggio, controllando che siano a sufficiente profondità da non attorcigliarsi intorno all'elica, abbiamo poi acceso il motore e levato il cono di segnalazione di navigazione a motore per tutto il tempo che abbiamo impiegato a uscire dal porto. Arrivati in mare aperto abbiamo preso rotta SE verso Chiavari e abbiamo iniziato la navigazione a vela. Per prima abbiamo issato la randa di maestra fissando la drizza, facendo molta attenzione a tenerla ben in tensione per non sganciarla dalla cima dell'albero, e tirandola verso l'alto con l'argano, dopodiché abbiamo smontato la capra che teneva fermo il boma. Stessa cosa facevamo con la randa di mezzana e per ultimo veniva srotolato il fiocco. Il mare si presentava calmo e il vento debole in prevalenza da SE.
Sfortunatamente appena partiti ci trovavamo con la prua controvento, pertanto potevamo sfruttare solo un andatura di bolina stretta cercando di orzare il più possibile tenendo lasche la randa e il fiocco, ma anche così la nostra velocità non raggiungeva il nodo e mezzo, pertanto abbiamo dovuto tenere i motori accesi per circa metà percorso fino a dopo aver doppiato Punta Chiappa, dove una moderata brezza di traverso ci ha consentito di procedere solo a vela con andatura di 2-3 nodi. Durante la navigazione lo skipper ha consentito a ciascuno di noi di tenere il timone, ci ha fatto trovare il punto nave con la bussola da rilevamento che abbiamo confrontato sulla carta nautica con quello fornito dal GPS e ci ha sommariamente spiegato il funzionamento del radar e del pilota automatico.
Arrivati davanti all'entrata del porto turistico di Chiavari intorno alle 17.30 lo skipper si è messo in contatto via radio con l'Autorità portuale chiedendo il permesso di attraccare, che ci è stato concesso. Abbiamo quindi ormeggiato al molo aiutando Nicola e Matteo ad assicurare le cime d'ormeggio alle bitte, a quel punto siamo potuti sbarcare. Più tardi abbiamo incontrato i nostri compagni delle altre due navi e gli equipaggi hanno offerto un aperitivo a tutti gli allievi. Il resto della serata è trascorso tra la cena a bordo e un giro turistico di Chiavari.
L'indomani mattina siamo salpati verso le 10.00 mettendo prua in direzione NW e abbiamo trovato subito condizioni di vento molto più favorevoli, con brezza tesa da SW che ci consentiva un'andatura di lasco molto spedita, tanto che a motori spenti raggiungevamo una media di 4 con punte di 5.6 nodi. La navigazione è continuata tranquillamente fino a Genova, dopodiché nelle ultime 5-6 miglia il vento è repentinamente calato e il mare da calmo che era ha iniziato a ingrossarsi con una serie di onde lunghe di 2-3 metri di altezza. Arrivati di fronte all'entrata del porto di Sestri abbiamo acceso i motori e iniziato ad ammainare le vele, questo però ha causato una sensibile perdita di stabilità della barca che ha iniziato un rollio piuttosto accentuato che rendeva difficoltoso stare in piedi sul ponte per terminare la chiusura delle fasce delle vele. Alla fine siamo riusciti a entrare in porto senza ulteriori problemi e a ormeggiare con precisione nel posto barca da cui eravamo partiti. Dopo aver segnato sul libretto STAI la nostra votazione abbiamo salutato Matteo, Nicola e i nostri due compagni di Savona e, ciascuno con i propri mezzi, siamo ritornati a casa.
Questo per me è stato il primo imbarco ed è stata un'esperienza molto bella, divertente e formativa, che mi ha insegnato moltissime cose sul mare che non avrei mai scoperto altrimenti. Ma soprattutto ciò che mi è rimasto più impresso sono la simpatia e l'ospitalità di Matteo e Nicola che ci hanno fatto sentire a casa per tutto il tempo.

DIARIO DI BORDO "POGORIA" 26/04/14-03/05/14


Il 26/04/2014 mi sono imbarcato insieme al mio compagno di classe Giacomo Ridondelli sul Pogoria una nave scuola di 47 metri battente bandiera polacca. All'inizio non sapevo come comportarmi perché, essendo il mio primo imbarco, ero piuttosto agitato e, non essendoci altre persone italiane all'infuori di noi due, non mi sentivo a mio agio.

26/04/2014:
Alle 14 siamo arrivati a Genova per imbarcarci sul Pogoria. Appena siamo arrivati degli ufficiali ci hanno accompagnato dal Comandante il quale ci ha spiegato il comportamento che dovevamo tenere e varie regole, dopo la conversazione ci hanno portato a visitare la nave e i vari compartimenti, finito il giro ci hanno detto che potevamo fare i nostri letti e mettere apposto le nostre cose. Alle 15 mi è venuto a chiamare Darek ( il mio capo gruppo ) dicendomi che dovevo mettermi l'imbragatura e dovevo salire in coperta. In coperta mi sono presentato a tutto l'equipaggio e Darek mi ha fatto salire sull'albero per spiegarmi come spiegare le vele. All'inizio avevo paura di salire ma poi mi ha spiegato come fare e la paura mi è passata, comunicavamo solo in inglese. Alle 18:30 è suonata la campana , siamo scesi sotto coperta per la cena. Dopo abbiamo preparato le nostra brande per la notte, alle ore 20 è suonato il segnale di abbandono nave ( 7 squilli brevi seguiti da uno lungo ), abbiamo indossato il giubbotto di salvataggio e siamo saliti sul ponte, il comandante ci ha spiegato come dovevamo agire se ci sarebbe stato un vero segnale di abbandono nave. Alle 22:30 un mio compagno di squadra mi ha chiamato dicendomi di fare il turno di guardia fino alle 00:00 , sono andato sul ponte per controllare che non salisse nessuno a bordo . Alle 00:00 sono andato a dormire.
27/04/14
Alle 7 è suonata la sveglia, alle 7:30 c'è stata la colazione, alle 7:50 tutto l'equipaggio si è riunito a poppa per l'alzabandiera, finito il rito il capogruppo ci ha lasciato 15 minuti per riordinare le camere, dopodiché ci ha fatto indossare l'imbragatura e ci ha spiegato come spiegare le vele e come ruotare l'albero. Alle 13:10 c'è stato il pranzo, poi un po' di tempo libero. Alle 14:30 il comandante ci ha chiamato sul ponte per spiegarci come disormeggiare, alle 15:10 abbiamo disormeggiato e siamo partiti alla volta di Portoferraio.
28/04/14
Alle 8:30 è suonato il segnale di manovra, abbiamo indossato l'imbragatura e ci siamo riuniti in coperta. Abbiamo ammainato le vele, alle 10:10 siamo entrati nel porto di Porto Venere dove abbiamo dato fondo all'ancora. Alle 12:30 abbiamo pranzato. Alle 14 abbiamo messo in mare il tender e , a gruppi di 8 siamo sbarcati . Alle 17:40 siamo tornati a bordo e, alle 18 mi hanno chiamato per fare il servizio di cucina e preparare la tavola. Alle 20:20 il comandante ci ha chiamati a poppa per dirci a che ora saremo partiti e per spiegarci come ci dovevamo comportare in caso di " uomo in mare". Alle 20:40 abbiamo salpato l'ancora e siamo partiti verso Portoferraio.
29/04/14
Alle 01:15 il mio capogruppo mi è venuto a svegliare dicendomi di preparare l'imbragatura e degli indumenti caldi perché a causa delle condizioni marittime ci sarebbe stato il segnale di allarme generale. Alle 02:30 è tornato per accertarsi che tutti stavano bene. Alle 7 sono andato a preparare la tavola ed a servire la colazione. Dopo la colazione ho pulito la cabina del comandante e la cucina. Alle 9:40 il comandante mi ha detto di andarmi a riposare. Alle 10:15 siamo saliti sul ponte per ruotare l'albero di trinchetto, alle 15 siamo entrati nel porto di Portoferraio e abbiamo ormeggiato. Ci hanno lasciato liberi fino alle 19, alle 19:05 abbiamo salpato alla volta di Nizza.
30/04/14
Alle 03:40 io e la mia squadra ci siamo alzati e ci siamo preparati per fare il turno di guardia dalle 4 alle 8, eravamo di vedetta per avvistare eventuali pericoli per la navigazione, io ero nella sala di navigazione a controllare i radar e, a segnare il punto nave ogni 15 minuti. Alle 05:15 circa la capitaneria di porto francese ha contattato il comandante sul canale 16 e ci ha chiesto informazioni riguardo alla lunghezza nella nave, quante persone c'erano a bordo,il porto da cui siamo partiti e il porto dove dovevamo andare e, infine ci hanno chiesto se stavamo tutti bene o avevamo qualche ferito o qualche persona che si sentiva male a bordo. Alle 7 il comandante ci ha fatto andare a poppa perché a causa del mare mosso non riuscivamo a stare in piedi. Alle 8 siamo andati a dormire. Alle 20 ho iniziato il mio secondo turno di guardia fino alle 00:00. durante il turno ho ruotato l'albero di trinchetto di 40° e abbiamo spiegato le vele.
01/05/14
Alle 10 siamo arrivati nel porto di Villefranche dove alle 10:13 abbiamo dato fondo all'ancora. Alle 10:45 abbiamo messo in mare il tender e a gruppi di 8 siamo sbarcati. Alle 15:40 siamo tornati a bordo e alle 16:00 abbiamo salpato l'ancora. Alle 17:30 siamo arrivati a Nizza dove abbiamo ormeggiato. Ci hanno lasciato liberi e alle 20 siamo tornati a bordo, abbiamo dormito in porto.
02/05/14
Alle 01 un mio compagno di squadra mi ha detto di salire sul ponte per fare la guardia fino alle 01:25. alle 01:25 sono tornato a letto. Alle 12 ho iniziato il turno di guardia che sarebbe finito alle 16. Alle 12:03 siamo partiti per raggiungere San Remo. Alle 17:15 siamo arrivati in porto e abbiamo ormeggiato. Alle 20 ho messo in ordine il ponte e ho messo in chiaro tutte le cime. Alle 20:40 mi hanno fatto scendere e alle 22 sono tornato a bordo e ho preparato la borsa per lo sbarco e sono andato a dormire.
03/05/14
Alle 11 il comandante ci ha chiamato a poppa, ci ha dato i nostri libretti con le valutazioni e ci ha ringraziato. Siamo andati a prua per fare la foto di gruppo e, alle ore 12 abbiamo salutato il comandante e dopo tutto il resto dell'equipaggio, alle 12:10 siamo sbracati.

La mia esperienza a bordo del Pogoria è stata bellissima ed emozionante,ho imparato cose che non sapevo fare. Ho capito che comportamento bisogna adottare quando si è a bordo. L'equipaggio e sopratutto il comandante mi hanno fatto i complimenti per come mi sono comportato e per il lavoro svolto. Spero di fare altre esperienze come questa e d'imparare cose nuove.
Arrighi Davide Fabrizio, 2°A istituto Tecnico-Tecnologico nautico Michele Fiorillo Marina di Carrara.

DIARIO di BORDO ( POGORIA ) 22/02/14 – 28/02/14


22/02/14

Sabato 22 Febbraio alle 12 io e Nicolò siamo arrivati a Livorno e ci siamo imbarcati sul POGORIA ( una nave scuola di 47 metri battente bandiera polacca ) . Saliti a bordo, ci hanno accompagnato nella sala dove alloggia il Comandante , il quale ci ha spiegato le varie regole a cui dovevamo sottostare e ci ha fatto conoscere il nostro capogruppo . Finito la conversazione il nostro capo gruppo ci ha mostrato le nostre brande dove avremmo dormito per il resto della settimana . Risaliti sul ponte principale abbiamo messo le nostre valige nella Schoolroom ( una spazio dove venivano messe le valige più grandi) . Intorno alle 15 il nostro capogruppo ci ha chiesto di salire sull' albero di trinchetto ( albero di prua ) per imparare come salire e scendere dall' albero e come spiegare le vele , visto che nei giorni seguenti avremmo fatto navigazione a vela , questo esercizio era facoltativo ed io avendo problemi di vertigini ho preferito rimanere sul ponte , tutto il nostro gruppo abbiamo fatto ruotare di 180° il pennone (asta perpendicolare all' albero dove son presenti le vele). Finito questa prova il capogruppo ci ha lasciato liberi per il resto della giornata , alle 18 c'è stata la cena e dopo abbiamo preparato le nostre brande per la notte . Alle 22 siamo andati a dormire per riposarci poiché l' indomani alle 12 saremmo partiti per l' isola d ' Elba .

23/02/14

Alle 7:00 è suonata la sveglia ed alle 7:30 c'è stata la colazione . Alle 7:45 tutto l' equipaggio si è ritrovato a poppa per l' alza bandiera , finito il rito il Comandante ci ha presentato a tutto l' equi paggio , alle 12 abbiamo disormeggiato e ci siamo diretti verso l'Elba . Dopo esserci allontanati dal porto il comandante ha voluto fare una esercitazione di salvataggio , ha lanciato un parabordo ed ha urlato uomo in mare in polacco , subito hanno lanciato il salvagente ed un asta rossa che indicava uomo in mare , una squadra ha fatto calare il tender e si sono diretti verso il parabordo . Finita questa prova abbiamo ripreso la normale navigazione per tutta la giornata facendo anche navigazione notturna .

24/2/14

Alle 6:45 il nostro gruppo si è svegliato per prepararsi al turno di cucina ,alle 7:30 l' equipaggio si è raccolto nella sala pranzo alle 7:43 abbiamo stoppato per 5 minuti perché dovevamo andare a poppa per il consueto alza bandiera ,finito siamo ritornati in sala da pranzo per pulirla a fondo. Alle 9 abbiamo raggiunto il bacino del porto ed abbiamo dato fondo all' ancora aspettando che una banchina si liberasse per ormeggiare , non ci è stato concesso ormeggiare perché alla fine nessun posto si era liberato ed allora , un gruppo di uomini comandato da un capogruppo , hanno messo in mare il tender ed a gruppi di 6 siamo saliti ed ci hanno lasciato sulla banchina dicendoci che il tender ritornava alle 15 .Alle 15 siamo ritornati al punto dove ci avevano lasciato ed alle 16:30 siamo risaliti sulla nave . Alle 17 abbiamo salpato l' ancora e siamo partiti per raggiungere la Corsica ,intorno alle 19:30 io ho dato il cambio a Nicolò ed ho governato la nave seguendo la rotta per arrivare in Corsica.

25/02/14

Alle 3:50 ci siamo alzati per fare il turno dalle 4:00 alle 8:00 del mattino , fino alle 7:00 eravamo di vedetta per individuare navi o isole ,mentre dalle 7:00 alle 7:30 sono stato al timone ,dalle 8:15 alle 10:40 noi ed il nostro gruppo abbiamo pulito il ponte. Finito il turno una squadra ha messo in mare il tender che avrebbe aiutato la nave ad ormeggiare al porto di Calvi . Alle 11:35 siamo scesi dal porto e ci hanno lasciati liberi fino alle 16 . Alle 18 siamo salpati verso Imperia . Dalle 20 alle 24 abbiamo fatto il turno di guardia , alle 23 sono stato al timone ed alle 24 finito il turno sono andato a dormire .

26/02/14

Alle 7 ci siamo alzati ed alle 8 abbiamo incominciato il turno che sarebbe finito alle 12 . Alle 10:30 siamo arrivati al porto d ' Imperia dove abbiamo fatto rifornimento . Alle 11:40 siamo ripartiti per Nizza ,dove siamo arrivati intorno alle 19 dalle 19:30 ci hanno lasciati liberi . Alle 23 siamo ritornati sulla nave per organizzarci per il turno che avremmo avuto dalle 2 alle 3 .

27/02/14

Dalle 2 alle 3 abbiamo fatto il turno di guardia dalla banchina poi siamo andati a dormire . Alle 7 ci siamo alzati ed alle 12 abbiamo incominciato il turno di guardia fino alle 16 e successivamente 16 fino alle 24 abbiamo avuto il turno di kitchen watching .

28/02/14

Alle 7 ci siamo svegliati , alle 8 c'è stata l' alza bandiera . Intorno alle 9:30 siamo arrivati al porto di Genova precisamente a porto Antico ,alle 11:20 siamo sbarcati e ci siamo diretti verso casa.


CONSIDERAZIONI PERSONALI
In questa settimana mi sono divertito molto , ho visto nuovi luoghi , ho imparato nuovi vocaboli marinareschi ed la considero l' inizio di un viaggio che mi porterà a diventare Comandante .


SALVATORI GIACOMO 3° C.M.N. Istituto per le attività marinare M. Fiorillo (Marina di Carrara)



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